<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><channel><title>Extra on Antonio Montemurro</title><link>https://antoniomontemurro.com/it/categories/extra/</link><description>Recent content in Extra on Antonio Montemurro</description><generator>Hugo</generator><language>it-IT</language><lastBuildDate>Sat, 26 Jul 2025 11:16:12 +0000</lastBuildDate><atom:link href="https://antoniomontemurro.com/it/categories/extra/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>Individuare e contare le persone con Yolo v8</title><link>https://antoniomontemurro.com/it/posts/yolo-opencv-python-contare-persone/</link><pubDate>Sat, 26 Jul 2025 11:16:12 +0000</pubDate><guid>https://antoniomontemurro.com/it/posts/yolo-opencv-python-contare-persone/</guid><description>&lt;p&gt;In questo articolo scoprirai cos’è YOLO e come utilizzarlo per analizzare un video, riconoscere e contare le persone presenti al suo interno. Vedremo come scrivere un semplice script in Python, configurabile, che consente di scegliere la sorgente video più adatta alle proprie esigenze.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="cosè-yolo"&gt;Cos’è YOLO?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;YOLO (You Only Look Once) è un algoritmo di &lt;strong&gt;object detection in tempo reale&lt;/strong&gt; basato su reti neurali.&lt;br&gt;
In parole semplici, YOLO analizza ogni frame di un video (che sia un file o un flusso da webcam/IP camera) per identificare oggetti come persone, veicoli, animali e molto altro.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Come leggere la CIE tramite NFC in .NET</title><link>https://antoniomontemurro.com/it/posts/leggere-cie-in-dotnet/</link><pubDate>Mon, 14 Jul 2025 09:43:42 +0000</pubDate><guid>https://antoniomontemurro.com/it/posts/leggere-cie-in-dotnet/</guid><description>&lt;p&gt;In questo articolo scoprirai come leggere i dati della &lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.cartaidentita.interno.gov.it/la-carta/"&gt;CIE – Carta d’identità elettronica&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; da un punto di vista tecnico, utilizzando un lettore NFC compatibile e un’app sviluppata in .NET. Analizzeremo i protocolli utilizzati, i formati dei dati e un esempio pratico di implementazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="nfc_dotnet.png" loading="lazy" src="https://antoniomontemurro.com/img/leggere-cie-in-dotnet/nfc_dotnet.png"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="cosè-la-cie"&gt;Cos’è la CIE?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dal punto di vista informatico, la &lt;strong&gt;CIE&lt;/strong&gt; è una &lt;strong&gt;&lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Smart_card"&gt;smart card&lt;/a&gt; contactless&lt;/strong&gt; conforme allo standard &lt;strong&gt;ICAO 9303&lt;/strong&gt;, lo stesso impiegato nei passaporti elettronici. I dati vengono salvati principalmente in due modalità:&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Spring Framework – Parte 2</title><link>https://antoniomontemurro.com/it/posts/spring-framework-parte2/</link><pubDate>Sat, 09 Nov 2024 11:37:04 +0000</pubDate><guid>https://antoniomontemurro.com/it/posts/spring-framework-parte2/</guid><description>&lt;h3 id="introduzione"&gt;&lt;strong&gt;Introduzione&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Nell’articolo &lt;a href="https://antoniomontemurro.com/it/posts/spring-framework-parte1/"&gt;precedente&lt;/a&gt;, abbiamo introdotto le basi di Spring Boot, creato un progetto base e sviluppato una semplice API. In questa seconda parte, collegheremo il progetto a un database, utilizzando PostgreSQL per la persistenza e la gestione dei dati.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="postgresql"&gt;PostgreSQL&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;PostgreSQL, nato nel 1985 come “post-ingres” grazie a Michael Stonebraker, è un’alternativa potente a database relazionali come MySQL. Una sua caratteristica unica è la possibilità di definire nuovi tipi di dati e utilizzare l’ereditarietà tra tipi. Maggiori dettagli sono disponibili sul &lt;a href="https://www.postgresql.org/about/"&gt;sito ufficiale&lt;/a&gt; di PostgreSQL.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Autenticazione JWT</title><link>https://antoniomontemurro.com/it/posts/autenticazione-j/</link><pubDate>Sun, 13 Oct 2024 15:19:25 +0000</pubDate><guid>https://antoniomontemurro.com/it/posts/autenticazione-j/</guid><description>&lt;p&gt;Avete presente quando su un sito web c’è una sezione privata a cui si accede inserendo username e password? Avete mai notato che, in molti casi, una volta effettuato l’accesso, non viene più richiesto di inserire username e password per gli accessi successivi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nelle applicazioni web stateless, questo comportamento è implementabile utilizzando un token JWT. JWT è l’acronimo di JSON Web Token e rappresenta uno standard per lo scambio di dati, definito dalla RFC7519 del 2015.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Spring Framework – Parte 1</title><link>https://antoniomontemurro.com/it/posts/spring-framework-parte1/</link><pubDate>Sun, 06 Oct 2024 12:45:11 +0000</pubDate><guid>https://antoniomontemurro.com/it/posts/spring-framework-parte1/</guid><description>&lt;h3 id="cosè-un-framework"&gt;Cos’è un Framework&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Un Framework, semplificando, è un insieme di classi, librerie e strumenti predefiniti che forniscono una struttura di base per lo sviluppo di applicazioni software. L’uso di un Framework consente agli sviluppatori di evitare l’implementazione da zero di funzionalità di base, permettendo loro di concentrarsi sullo sviluppo di funzionalità specifiche e personalizzate per il progetto.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="spring"&gt;Spring&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://spring.io/"&gt;Spring&lt;/a&gt; è un framework open source per lo sviluppo di applicazioni Java. La prima versione del framework è stata distribuita nel 2003 da Rod Johnson ed è stata arricchita nel corso degli anni con una serie di &lt;a href="https://spring.io/projects/spring-framework"&gt;estensioni&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Groovy</title><link>https://antoniomontemurro.com/it/posts/groovy/</link><pubDate>Sat, 21 Sep 2024 11:25:54 +0000</pubDate><guid>https://antoniomontemurro.com/it/posts/groovy/</guid><description>&lt;h2 id="cosè-groovy"&gt;Cos’è Groovy&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Apache Groovy è un linguaggio di programmazione che si propone come alternativa al linguaggio Java, da cui eredita molte caratteristiche.&lt;br&gt;
Groovy è un linguaggio sia statico che dinamico, il che significa che può essere utilizzato sia come un classico linguaggio di programmazione (al pari di Java) sia come linguaggio di scripting (simile a Python).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come accennato, Groovy prende ispirazione da Java: ne adotta la sintassi e compila il suo codice in bytecode per essere eseguito dalla Java Virtual Machine (JVM).&lt;br&gt;
Per semplificare, si potrebbe definire Groovy come una sorta di “Java semplificato”. Tuttavia, vediamo più nel dettaglio le sue caratteristiche in comparazione con Java.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Controllo Versione</title><link>https://antoniomontemurro.com/it/posts/controllo-versione/</link><pubDate>Tue, 17 Sep 2024 19:11:50 +0000</pubDate><guid>https://antoniomontemurro.com/it/posts/controllo-versione/</guid><description>&lt;p&gt;In qualsiasi attività che preveda la creazione di qualcosa, esiste la possibilità di voler apportare delle modifiche al proprio lavoro, solo per poi rendersi conto di aver commesso un errore, senza la possibilità di tornare indietro. Ed è proprio qui che i sistemi di controllo versione vengono in aiuto!&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="sistema-di-controllo-versione"&gt;Sistema di Controllo versione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Uno dei primi ostacoli che si incontra durante la crescita professionale in ambito informatico è proprio la gestione del codice e delle sue modifiche.&lt;/p&gt;</description></item></channel></rss>